Suggerimenti di scrittura creativa
E’ bene iniziare a scrivere o meglio, a rappresentare storie il prima possibile. Per i più piccoli, il narrare una storia avviene attraverso l’espressione artistica di un disegno.
I bambini possono iniziare ascrivere attraverso la composizione di semplici frasi. Per i più piccoli, una frase al giorno sul loro vissuto quotidiano, li aiuta a fare un resoconto della loro giornata e ad imprimere alcuni momenti preziosi come in un diario segreto.
I bambini più grandicelli possono proprio iniziare ad esplorare questo mondo attraverso un diario giornaliero, che chiameranno diario segreto o il diario delle mille avventure di…., e così via. Largo alla fantasia. Potranno cimentarsi, così, anche nel magico mondo dei titoli.
Titoli
Come sappiamo, la creazione di un titolo, non è cosa facile. Un titolo racchiude in se un riassunto o un’anticipazione della storia. Inizia a raccontare dando piccoli assaggi, creando aspettative, ma senza svelare troppo.
Alcuni creano i loro racconti prima e poi, alla fine, realizzano il titolo in base a come la storia ha preso forma. Altri, invece, hanno una folgorazione. Trovano un titolo che gli piace all’ennesima potenza e così, decidono di sviluppare un racconto in base alla loro illuminazione.
Struttura
La struttura di un racconto segue, bene o male, le medesime fasi. Un racconto si sviluppa partendo la una struttura.
Luogo e Tempo
Prima di cimentarsi nella scrittura, bisognerebbe stabilire su carta alcuni punti saldi. I primi sono relativi alla determinazione di un “Dove” e di un “Quando” la storia si svolge. Il consiglio è quello di scrivere di ambienti o epoche che già si conoscono. Soprattutto per i più piccoli che non faranno studi approfonditi su una determinata epoca storia nella quale ambientare il loro racconto. Al contrario, se l’esplorazione di un’epoca che affascina loro, può diventare strumento di ricerca e di divertimento personale, allora ben venga. Mi viene in mente l’epoca degli uomini primitivi o dei dinosauri, che attrae tanto i maschietti, oppure dame e cavalieri rinascimentali per le femminucce.
Personaggi
Il “CHI”. I protagonisti del racconto si dividono in protagonisti principali e figure secondarie, fino alle comparse che sono personaggi che vengono appena menzionati nel racconto e sono funzionali al racconto stesso.
Il suggerimento è quello di descrivere accuratamente le caratteristiche estetiche e comportamentali dei personaggi principali. Ovviamente, più il bambino è grande e più questo lavoro assumerà una sfumatura di dettaglio e precisione.
Per i più grandicelli possiamo anche suggerire di delineare un vissuto, un passato per il personaggio principale, anche se poi questo vissuto non verrà menzionato nella storia. Il passato di un protagonista ne delinea i suoi aspetti comportamentali e spiega il perché di alcune scelte che poi lui compirà durante la storia. Delineare carattere e passato di un personaggio, significa mantenere un filo logico nelle scelte che lo stesso compirà. La trama sarà coerente e senza contraddizioni.
Problema
Ogni storia che si rispetti, ha un problema, qualcosa che accade, un imprevisto, una missione, una sfida o un’avventura da intraprendere. Scrivere di un problema significa spiegare “Cosa Accade” nella storia. Narrare i fatti principali.
A proposito di esposizione dei fatti, bisogna ricordare che l’ordine in base al quale vengono esposti, può seguire la linea del tempo e quindi seguire un ordine cronologico, oppure possono essere esposti attraverso passaggi nel tempo, dal passato al futuro. In questi casi si può utilizzare l’anticipazione che è una tecnica che anticipa un fatto che accadrà in futuro, oppure il richiamo al passato, il così detto flashback. L’anticipazione è una tecnica narrativa un po’ rischiosa perché potrebbe anticipare fatti che annullano l’interesse del lettore per la storia svelando il futuro e facendo perdere loro la magia della scoperta. La tecnica del flashback, invece, è molto utilizzata nei racconti per richiamare fatti al momento opportuno che possano spiegare comportamenti o scelte che fanno i protagonisti.
Conclusione
Come si “Conclude” un racconto. Si tratta di un avvenimento finale che risolve un problema, raggiunge un obiettivo. In caso di storie non a lieto fine si può prevedere un finale tragico dove i personaggi non riescono nel loro intento oppure ci riescono solo in parte. Interessanti sono i colpi di scena, ovvero, quei finali che non ti aspetti. Sono quei finali che sembrano andare in una direzione, ma che in realtà, proprio nelle battute finali, cambiano l’ordine delle cose proponendo un qualcosa di inaspettato. Esempio: il protagonista riesce a sconfiggere il cattivo, ma nelle ultime battute si capisce che il problema non è risolto e il cattivo ancora creerà problemi in futuri. In genere questi finali si utilizzano quando si prevede di scrivere la seconda parte del racconto, oppure no. Dipende dallo stile narrativo.
Idee
Seguendo questi schemi, i bambini possono cimentarsi in piccole storie, anche solo di due o tre pagine. Possono realizzare fumetti e storie illustrate alternando scrittura a disegni. Possono divertirsi a creare i titoli e le copertine dei loro libri. Possono rilegarli con la spillatrice oppure con la colla vinilica, oppure ancora con le rilegature a spirale. In fine, conserveranno i loro lavori nella loro libreria personale. Sarà molto divertente.
Un’altra idea carina da fare insieme è leggere loro la parte centrale di un racconto e chiedere loro di scrivere l’inizio e/o la fine.
©Maria Gelido